Rischio

Il rischio è la probabilità che un determinato evento si verifichi. Tale evento deve pertanto essere futuro e incerto. Il rischio è l’oggetto del contratto di assicurazione, che ha proprio lo scopo di trasferire gli effetti del verificarsi di un evento dal soggetto che corre il rischio ad un altro, l’assicuratore, che mediante calcoli statistici può stabilire la sua probabilità di accadimento e suddividerne le conseguenze economiche negative tra un insieme di persone ad esso soggette (principio di mutualità), stabilendo quanto ciascuna di esse debba contribuire per generare le risorse necessarie a fornire le prestazioni previste.
Se non vi è rischio, non vi può essere assicurazione.
Perciò, se il rischio non esiste o cessa prima della conclusione del contratto di assicurazione, il contratto stesso è nullo, come se non fosse mai esistito. Pensiamo ad esempio all’assicurazione sulla vita di una persona già morta. Allo stesso modo, se il rischio viene meno durante il periodo di validità del contratto quest’ultimo si scioglie.
Nel caso dell’assicurazione sui rischi attinenti un’attività imprenditoriale, ad esempio, qualora questa cessi viene meno il rischio. Inoltre non potranno essere presi in considerazione quei sinistri, ovverosia quegli eventi dannosi, provocati con dolo o colpa grave dalle figure contrattuali coinvolte, salvo che l’assicuratore accetti esplicitamente di coprire i casi di colpa grave o che il sinistro sia provocato non direttamente da chi stipula il contratto ma da un soggetto del quale egli debba rispondere, quali possono essere i figli minori o i dipendenti.

Con riferimento all’evento possiamo distinguere tra quelli riguardanti la vita umana, morte e sopravvivenza, e quelli che hanno come conseguenza il verificarsi di un danno. I contratti di assicurazione che hanno ad oggetto i primi appartengono al Ramo Vita, quelli che riguardano i secondi al Ramo Danni. Questa distinzione è importante perché ne derivano regole differenti su vari aspetti contrattuali, dalla gestione dei premi alla natura stessa delle prestazioni offerte: nel primo caso, Ramo Vita, esse hanno natura previdenziale, nel secondo, Ramo Danni, indennitaria, ovvero di risarcimento del danno subito al verificarsi dell’evento. Pertanto in tal caso l’indennizzo non può mai superare il danno, mentre nel Ramo Vita è chi si assicura, in accordo con l’assicuratore, a stabilire l’entità della prestazione che dovrà essere liquidata.
Per la stipula di un contratto di assicurazione assume grande importanza l’attenta valutazione del rischio: infatti l’assicuratore può efficacemente calcolare la probabilità di accadimento dell’evento solo se compie un’approfondita analisi di tutti i fattori che la determinano. Dichiarazioni inesatte o reticenti da parte di intende stipulare un’assicurazione sulle circostanze del rischio sono controproducenti perché possono comportare, una volta che l’assicuratore ne sia venuto a conoscenza, la modifica o, nei casi più gravi, l’annullamento del contratto e se rese con dolo o colpa grave la perdita dei premi e il mancato indennizzo dei sinistri che si fossero nel frattempo verificati.