Cosa sta succedendo a Porta Nuova?

Tra passato e futuro, la città che cambia

Entro il 2030 Milano cambierà nuovamente volto e si sta già preparando a convogliare nuovi investimenti nel real estate. Porta Nuova, quartiere storico della città, è uno dei protagonisti di questa evoluzione, più culturale che immobiliare.

La Milano del 2030 definita dal Piano di Governo del Territorio (PGT) recentemente adottato dal Comune si svilupperà in un piano urbanistico che, nel prossimo decennio, sposta la propria attenzione dal centro storico ad aree più periferiche, con un occhio di riguardo a verde, giovani, connessioni, servizi e qualità urbana. Nell’Italia in cui l’economia è a crescita zero, Milano sembra essere l’unica città a correre e ad attrarre sempre più investimenti, sia italiani sia internazionali, nel settore del real estate. Dall’area post Expo all’ex Falck di Sesto San Giovanni, da Santa Giulia a Porta Romana fino agli scali ferroviari, un nuovo ciclo di grandi trasformazioni sta per investire la città, aggiungendosi agli imponenti interventi già realizzati negli ultimi anni. Tra i quali spicca, per investimento e dimensioni dell’area coinvolta, il Progetto di Porta Nuova: tra il Bosco Verticale di Stefano Boeri, Piazza Gae Aulenti con la torre Unicredit, il Pavillon in affitto a Ibm, la Torre Diamante, la Biblioteca degli Alberi, la torre della Regione di Palazzo Lombardia, The Corner con Spazio Leonardo, Versace, l’Inter e, prossimamente, anche Huawei, questo quartiere ha letteralmente ridefinito lo skyline cittadino.

Un po’ di storia

Ma quello che oggi è un distretto in pieno sviluppo, innovativo e di tendenza, fino a qualche decennio fa era una zona dimenticata dell’urbanistica cittadina, con grandi lotti lasciati vuoti e sterrati che, talvolta, ospitavano circhi e luna park. Il quartiere, che prende il nome dalle aree che delimitavano antiche cascine della zona – chiamate appunto “isole” – ma anche dalla condizione di reale isolamento del suo contesto urbano rispetto al resto della città, iniziò il suo sviluppo a metà ‘800 con le prime linee ferroviarie per Monza e per Torino, che condizionarono l’area per altri cent’anni. Fino a quando le Varesine (la linea ferroviaria che serviva la direttrice per Varese) vennero sostituite dalla nuova stazione di Porta Garibaldi, il canale della Martesana – che correva lungo via Melchiorre Gioia – venne interrato e fu costruito il cavalcavia Farini: prese il via allora la prima metamorfosi di questa zona, che iniziò a configurarsi come una nuova potenzialità per Milano, da integrare al resto della città. Si susseguirono per anni grandi progetti di riqualificazione dell’intera area, che rimasero di media tutti sulla carta eccetto quello del passante ferroviario, finché, tra il 2004/2005, prese finalmente avvio il Progetto di Porta Nuova.

Lavori in corso

Se oggi tanto è stato fatto, sono ancora molti i cantieri aperti e gli ipotetici progetti in divenire che, nei prossimi anni, contribuiranno sicuramente a delineare ulteriormente il nuovo volto di questa area. Dal vecchio edificio delle Poste di via Sassetti 27, da anni in fase di riqualificazione, all’Anagrafe di Largo de Benedetti, che potrebbe essere completamente ristrutturato e cambiare destinazione d’uso, alla Torre Galfa, la cui riqualificazione residenziale è ormai praticamente ultimata. L’area all’angolo tra via Sassetti e via Melchiorre Gioia è stata acquistata da Coima – la società che ha costruito Porta Nuova e adesso ha l’obiettivo di raddoppiarla – insieme ad altri lotti tra cui Gioia 22 (una torre per uffici progettata dallo studio di Cesar Pelli), l’area di Gioia 20, la torre di 90 metri di via Pirelli 39 con parcheggio sotterraneo acquistata dal Comune, e l’edificio ex sede di Tim di via Pirelli 35 e piazza Einaudi, che con ogni probabilità verrà inserito nel più ampio complesso di palazzi di proprietà della società. Il complesso residenziale dei Giardini d’Inverno di via Pirelli 33 è invece in dirittura d’arrivo ed entro la fine dell’anno dovrebbe essere consegnato, così come sta avanzando il cantiere del “Rasoio” e della torre di Unipol Sai in via de Castillia.

Porta Nuova Milano