La comunicazione come strumento di benessere in azienda

Sono molti ormai gli studi che evidenziano come promuovere e mantenere il benessere organizzativo – che abbraccia quello fisico, psicologico e sociale – dei propri collaboratori sia fondamentale per la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile di un’azienda: un ambiente stimolante, inclusivo e piacevole da vivere favorisce la produttività e mantiene l’azienda sana, per questo è importante che tutti contribuiscano alla sua realizzazione. Anche la comunicazione, interna e verso l’esterno, può essere uno strumento efficace per migliorare il clima in ufficio e costruire una buona reputazione aziendale.

Le ricerche sull’importanza del welfare aziendale sono ormai all’ordine del giorno; basta aprire qualsiasi quotidiano per avere sotto gli occhi i dati di come si stia diffondendo sempre di più tra le aziende come leva per avviare una nuova fase di crescita sostenibile delle attività produttive: i suoi effetti sono positivi sulla produttività del lavoro (34,4%), sulla soddisfazione dei lavoratori e sul clima aziendale (il 38,5%) e per la stessa percentuale sulla fidelizzazione dei dipendenti; infine per il 38,7% sull’immagine e sulla reputazione dell’azienda. Ecco perché, nel futuro prossimo, il 48,7% delle imprese prevede di aumentare il proprio impegno nel welfare aziendale (fonte: Welfare Index PMI 2020).

Tutte le principali aziende, di qualsiasi settore, stanno oggi mettendo a punto programmi per favorire il benessere dei propri collaboratori, muovendosi in ambiti che spaziano dalla salute all’alimentazione, dal fitness al benessere psicologico – soprattutto dopo la recente pandemia che ha aumentato notevolmente i disagi e lo stress emotivo delle persone – ma anche per promuovere quegli elementi interni che a loro volta concorrono al benessere individuale: la motivazione, la collaborazione, il coinvolgimento, la corretta circolazione delle informazioni, la flessibilità, la fiducia.

Seppur diversi nell’attuazione pratica, quello che accomuna tutte queste iniziative è l’essere basate su analisi e studi dei bisogni e delle esigenze delle persone, che cambiano nel tempo, si adattano alle circostanze e al contesto. È per questo che le risorse interne di un’azienda rappresentano una delle voci più credibili e competenti per capire il clima aziendale da un lato e per promuoverlo anche all’esterno dall’altro.

L’esperienza di chi vive l’azienda come lavoratore ed è parte integrante di essa è fondamentale per costruire un clima di lavoro positivo, contribuire a consolidare la cultura aziendale e trasmetterla agli altri, siano essi clienti o potenziali collaboratori. Negli ultimi anni, questo coinvolgimento delle risorse umane ha subito peraltro una forte accelerata, grazie allo sviluppo anche in ambito lavorativo dei social network – da quelli più professionali come LinkedIn a quelli più diretti e dinamici come Instagram e Facebook –, che danno la possibilità di condividere, raccontare la vita quotidiana in ufficio, dare un volto umano all’azienda, facendosi conoscere all’esterno in maniera meno istituzionale anche attraverso la voce dei propri collaboratori. Le loro opinioni, le foto, le competenze, i racconti, sono tasselli fondamentali che contribuiscono a costruire la reputazione e l’immagine aziendale.

Ma anche internamente, il primo passo per costruire un ambiente di lavoro sano consiste nel raccogliere e analizzare il feedback dei propri collaboratori, l’unico che possa offrire davvero una visione d’insieme sullo stato dell’azienda, indicare i punti forti e quelli che, invece, possono avere un margine di miglioramento. In quest’ottica, le survey interne, annuali o più frequenti, anonime o in chiaro, analizzando tutti gli aspetti che compongono l’ambiente di lavoro, sono un valido strumento per orientare e indirizzare le scelte aziendali in tema di welfare, e rispondere così sempre meglio e in maniera più efficace al bisogno di benessere delle persone.