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Longevità sostenibile

Il sesto rapporto di SDA Bocconi sul tema della non autosufficienza

di Sterpetti Marta – Consulente del Servizio Protezione e Benessere di Leonardo Assicurazioni

di Sterpetti Marta – Consulente del Servizio Protezione e Benessere di Leonardo Assicurazioni

di Sterpetti Marta – Consulente del Servizio Protezione e Benessere di Leonardo Assicurazioni

Si è tenuto, presso l’Università Bocconi, il sesto convegno sulla Long Term Care curato e sviluppato proprio dall’Osservatorio del CERGAS-SDA1

L’incontro ha affrontato il tema della sostenibilità del settore della Long Term Care indagando il livello di tollerabilità economica del Paese, dei modelli di servizio, del personale e delle competenze coinvolte.

Percezioni errate e argomenti tabù

I primi interventi, introdotti dalla Professoressa Elisabetta Notarnicola2, hanno avuto come tema la contraddizione diffusa per la quale, nonostante la sanità sia un argomento di vitale importanza per ognuno di noi, non ci sia quasi mai traccia, nei discorsi e nelle preoccupazioni, del tema della non autosufficienza e della denatalità.  Attualmente, la convinzione diffusa è che di questi argomenti si debba parlare solamente in ambito privato3, in un contesto familiare perché si dà per scontato che ad occuparsi dei fragili sarà la propria rete familiare.

Questa percezione risulta in forte disaccordo con il dato per cui, ormai, sono in crescente e continuo aumento le famiglie di matrice uni-personale, oltre alla certezza che la maggioranza dei nuclei siano disgregati e sparsi.

I dati reali raccontano una realtà diversa

Appare evidente che ci sia, nell’intero Paese, un’impressione totalmente sfasata del fenomeno: i numeri ci dicono che in Italia vi sono ben 3,95 milioni di over 65 non autosufficienti e l’offerta pubblica non ha una risposta, in termini di servizio, che sia positiva. 

Il finanziamento pubblico per sanità e Long Term Care sta vivendo, per l’appunto, un trend decrescente soprattutto nella fase post pandemica e, tale situazione, ha portato alla luce, durante la conferenza, l’esigenza di creare una sinergia fra la centralità del finanziamento pubblico e quello dato dalla sfera privata. In aggiunta alla crisi economica del sistema, si è analizzata la crisi del personale del settore giacché ci sono sempre meno caregiver professionisti, meno modelli di incentivo e compensation, carenza di strutture apposite. È emersa la necessità di allineare le policy con i trend effettivi, cercando di orientare le regole del sistema alla ricerca costante di sostenibilità per il settore.

Come affrontano il tema della LTC gli altri stati EU? 

In particolare, si è esplorata la situazione presente in Francia, Germania e Svezia

La Francia a partire dal 2015 ha focalizzato l’interezza delle risorse sulla prevenzione e il servizio assistenziale presso il domicilio e, attualmente punta ad un riequilibrio fra la sfera domiciliare e quella residenziale. La Germania ha delegato alle assicurazioni il compito di sensibilizzare sulla questione, introducendo il salario minimo nel settore LTC e, a oggi, si ritrova a gestire lievi tensioni nelle dinamiche delle politiche di cura. Infine, la Svezia si occupa del problema mediante la totale gestione da parte dello Stato e, oggigiorno, deve compiere un maggiore sforzo di integrazione a causa delle forti barriere linguistiche presenti negli operatori socio sanitari del settore.

Strategie per una soluzione

Dopo questi importanti spunti di riflessione, si è tenuta una tavola rotonda tra i giornalisti presenti al convegno. 

La domanda principale verteva sul perché non si riesca ad inserire nel dibattito dei media il tema della LTC. Oltre ad aver evidenziato una forte dieta mediatica circa la questione, si è delineata l’idea di creare un patto fra giornali affinché determinati argomenti vengano trattati in modo non solo tecnico e scientifico ma, soprattutto, in modo efficace e fruibile per tutti

L’Italia non ha mai riformato in modo puntuale il suo sistema di welfare pubblico per il tema della non autosufficienza e, proprio 11/03/2024 il Governo ha approvato in via definitiva il Decreto Legislativo attuativo della Legge Delega 33/2023 contenente la riforma della non autosufficienza.  Di 3,8 milioni di anziani fragili, solo il 3% di essi potrà godere dei fondi del PNNR previsti dalla riforma stessa e dedicati proprio alla tematica della LTC. Lo schema di decreto introduce un meccanismo per il quale, a seguito di determinati requisiti4, a 30.000 anziani verrà erogato un contributo di 850 euro mensili.

Il sistema di welfare pubblico rischia di essere sempre più residuale rispetto ai bisogni concreti della popolazione, di certo ignorare questa possibilità non ne allontana gli effetti negativi sulla società. Alla luce di quanto emerso, il PNRR sta tentando di rafforzare l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), giacché risulta essere il miglior setting per i pazienti fragili5. Nonostante ciò, tale soluzione non appare come sufficientemente efficace, né tantomeno valida, per tutta la Nazione, poiché i fondi stanziati sono limitati. 

Dunque, al privato cittadino non resta che prevenire il problema, evidente e in costante aumento, mediante l’integrazione dell’offerta pubblica con una soluzione assicurativa, sempre più caldeggiata dal momento in cui lo Stato non è in grado di farsi carico della totalità delle persone non autosufficienti. 

1Osservatorio LONG TERM CARE (OLTC), nato nel 2018 con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca

2Professoressa Associata e coordinatrice dell’Area Social Policy and Social Innovation per il Cergas

3IPSOS ITALIA

4Età di almeno 80 anni, con un livello di non autosufficienza molto grave e con un ISEE inferiore a 6000 euro

5ISTAT, Rapporto BES 2023

Si è tenuto, presso l’Università Bocconi, il sesto convegno sulla Long Term Care curato e sviluppato proprio dall’Osservatorio del CERGAS-SDA1

L’incontro ha affrontato il tema della sostenibilità del settore della Long Term Care indagando il livello di tollerabilità economica del Paese, dei modelli di servizio, del personale e delle competenze coinvolte.

Percezioni errate e argomenti tabù

I primi interventi, introdotti dalla Professoressa Elisabetta Notarnicola2, hanno avuto come tema la contraddizione diffusa per la quale, nonostante la sanità sia un argomento di vitale importanza per ognuno di noi, non ci sia quasi mai traccia, nei discorsi e nelle preoccupazioni, del tema della non autosufficienza e della denatalità.  Attualmente, la convinzione diffusa è che di questi argomenti si debba parlare solamente in ambito privato3, in un contesto familiare perché si dà per scontato che ad occuparsi dei fragili sarà la propria rete familiare.

Questa percezione risulta in forte disaccordo con il dato per cui, ormai, sono in crescente e continuo aumento le famiglie di matrice uni-personale, oltre alla certezza che la maggioranza dei nuclei siano disgregati e sparsi.

I dati reali raccontano una realtà diversa

Appare evidente che ci sia, nell’intero Paese, un’impressione totalmente sfasata del fenomeno: i numeri ci dicono che in Italia vi sono ben 3,95 milioni di over 65 non autosufficienti e l’offerta pubblica non ha una risposta, in termini di servizio, che sia positiva. 

Il finanziamento pubblico per sanità e Long Term Care sta vivendo, per l’appunto, un trend decrescente soprattutto nella fase post pandemica e, tale situazione, ha portato alla luce, durante la conferenza, l’esigenza di creare una sinergia fra la centralità del finanziamento pubblico e quello dato dalla sfera privata. In aggiunta alla crisi economica del sistema, si è analizzata la crisi del personale del settore giacché ci sono sempre meno caregiver professionisti, meno modelli di incentivo e compensation, carenza di strutture apposite. È emersa la necessità di allineare le policy con i trend effettivi, cercando di orientare le regole del sistema alla ricerca costante di sostenibilità per il settore.

Come affrontano il tema della LTC gli altri stati EU? 

In particolare, si è esplorata la situazione presente in Francia, Germania e Svezia

La Francia a partire dal 2015 ha focalizzato l’interezza delle risorse sulla prevenzione e il servizio assistenziale presso il domicilio e, attualmente punta ad un riequilibrio fra la sfera domiciliare e quella residenziale

La Germania ha delegato alle assicurazioni il compito di sensibilizzare sulla questione, introducendo il salario minimo nel settore LTC e, a oggi, si ritrova a gestire lievi tensioni nelle dinamiche delle politiche di cura.

Infine, la Svezia si occupa del problema mediante la totale gestione da parte dello Stato e, oggigiorno, deve compiere un maggiore sforzo di integrazione a causa delle forti barriere linguistiche presenti negli operatori socio sanitari del settore.

Strategie per una soluzione

Dopo questi importanti spunti di riflessione, si è tenuta una tavola rotonda tra i giornalisti presenti al convegno. 

La domanda principale verteva sul perché non si riesca ad inserire nel dibattito dei media il tema della LTC. Oltre ad aver evidenziato una forte dieta mediatica circa la questione, si è delineata l’idea di creare un patto fra giornali affinché determinati argomenti vengano trattati in modo non solo tecnico e scientifico ma, soprattutto, in modo efficace e fruibile per tutti

L’Italia non ha mai riformato in modo puntuale il suo sistema di welfare pubblico per il tema della non autosufficienza e, proprio 11/03/2024 il Governo ha approvato in via definitiva il Decreto Legislativo attuativo della Legge Delega 33/2023 contenente la riforma della non autosufficienza.  Di 3,8 milioni di anziani fragili, solo il 3% di essi potrà godere dei fondi del PNNR previsti dalla riforma stessa e dedicati proprio alla tematica della LTC. Lo schema di decreto introduce un meccanismo per il quale, a seguito di determinati requisiti4, a 30.000 anziani verrà erogato un contributo di 850 euro mensili.

Il sistema di welfare pubblico rischia di essere sempre più residuale rispetto ai bisogni concreti della popolazione, di certo ignorare questa possibilità non ne allontana gli effetti negativi sulla società. Alla luce di quanto emerso, il PNRR sta tentando di rafforzare l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), giacché risulta essere il miglior setting per i pazienti fragili5. Nonostante ciò, tale soluzione non appare come sufficientemente efficace, né tantomeno valida, per tutta la Nazione, poiché i fondi stanziati sono limitati. 

Dunque, al privato cittadino non resta che prevenire il problema, evidente e in costante aumento, mediante l’integrazione dell’offerta pubblica con una soluzione assicurativa, sempre più caldeggiata dal momento in cui lo Stato non è in grado di farsi carico della totalità delle persone non autosufficienti. 

1Osservatorio LONG TERM CARE (OLTC), nato nel 2018 con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca

2Professoressa Associata e coordinatrice dell’Area Social Policy and Social Innovation per il Cergas

3IPSOS ITALIA

4Età di almeno 80 anni, con un livello di non autosufficienza molto grave e con un ISEE inferiore a 6000 euro

5ISTAT, Rapporto BES 2023

 

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