Neuroni specchio: la base scientifica della relazione umana
Il valore delle relazioni umane, asse portante della consulenza di Leonardo Assicurazioni, si basa su un fondamento scientifico: i neuroni specchio. A spiegarlo, il neuroscienziato Pietro Avanzini.
C’è qualcosa di molto umano nel gesto di sorridere quando qualcuno sorride, nel trattenere il fiato davanti a una caduta, nel provare un brivido guardando un atleta che compie uno sforzo estremo.
Non è solo immaginazione. È biologia.
È il lavoro dei neuroni specchio, meccanismo individuato negli anni ’90 dal gruppo di ricerca dell’Università di Parma guidato da Giacomo Rizzolatti e spiegato con molta chiarezza dal dottor Pietro Avanzini, neuroscienziato e ricercatore presso il Centro Nazionale delle Ricerche di Parma, ospite dell’ultima Convention aziendale di Leonardo Assicurazioni, il 9 febbraio scorso a Palazzo Mezzanotte.
Specchio delle azioni ma anche delle emozioni
Il principio alla base di tale scoperta è in realtà molto semplice: alcune cellule nervose motorie del nostro cervello si attivano non solo quando compiamo un’azione finalizzata, ma anche quando osserviamo qualcun altro compierla. È come se il cervello “simulasse” ciò che accade davanti ai nostri occhi e comprendesse lo scopo di quell’azione.
Non solo: grazie all’immaginazione, il nostro cervello può anche capire l’intenzione di chi ha di fronte, codificando da quelle informazioni un comportamento, senza doverci pensare su troppo.
E ancora: il cervello non tiene conto solo di quale azione ha di fronte, ma codifica anche come quell’azione viene svolta: con che intensità, con quale tempistica, con quale ritmo, andando a coinvolgere la sfera delle emozioni. In questo modo ci fa comprendere gli altri, ancor prima delle parole, attraverso il corpo, i movimenti, l’espressività.
I neuroni specchio, dunque, sono fondamentali per l’apprendimento, l’imitazione ma anche per l’empatia, perché permettono al cervello di simulare e rispecchiare non solo le azioni ma anche le emozioni altrui, facilitando la comprensione delle intenzioni senza bisogno di processi inferenziali.
Il valore scientifico della “pausa caffè”
L’empatia, spiega Avanzini, non è tuttavia compassione, non è contagio emotivo, non significa provare le stesse emozioni, lo stesso dolore o gli stessi sentimenti dell’altro, ma semplicemente condividerli e comprenderli mantenendo la consapevolezza che la fonte dell’emozione è l’altra persona. È un ponte neurobiologico che trasforma l’osservazione in condivisione, comprensione.
Questo meccanismo “a specchio”, che favorisce la capacità di leggere le intenzioni, intuire gli stati d’animo, sincronizzarsi emotivamente con gli altri, è fondamentale per la costruzione di relazioni sociali e rapporti umani di qualità.
Per questo è importante selezionare bene i canali e le modalità di comunicazione: mandare un messaggio anziché vedersi di persona davanti a un caffè, ad esempio, esclude a priori la possibilità di leggere il linguaggio del corpo e la gestualità, riducendo così la qualità di quella relazione.
Il bisogno di relazione
Ne è profondamente convinta Leonardo Assicurazioni, che da sempre mette al centro le persone, con le loro esigenze, i loro bisogni, i loro obiettivi di vita, e basa il proprio approccio alla consulenza sulla relazione di fiducia tra persone, per costruire, insieme, un percorso di Pianificazione Finanziaria finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di vita.
Un asse portante della propria attività, quello della relazione, che proprio nella teoria esposta da Avanzini trova una validazione scientifica. Anche nel mondo di oggi, in cui digitalizzazione, informatizzazione e intelligenza artificiale sono entrati in modo preponderante nell’operatività quotidiana dei pianificatori finanziari.
Perché, come sottolinea ancora Avanzini, “Il cervello umano ha una sua carnalità ed è cablato per avere fiducia nell’uomo, non in una macchina”.