Longevità: perché è importante pianificare oggi
La longevità non è un rischio da gestire, ma un’opportunità da costruire. Significa poter immaginare più progetti, più esperienze, più tempo di qualità. Ma per farlo serve una pianificazione attenta, capace di adattarsi ai cambiamenti e di integrare protezione, investimento e visione di lungo periodo.
Francesca Pavesi
Ufficio Stampa Leonardo Assicurazioni
Viviamo più a lungo. Ma siamo davvero pronti a sostenere economicamente una vita più lunga?
Uno dei cambiamenti sociali più rilevanti dell’epoca in cui viviamo è senza dubbio la longevità, ossia l’aumento dell’aspettativa di vita.
Ma una vita più lunga implica fasi economiche e professionali non lineari, che evolvono nel tempo: periodi di lavoro diversi, transizioni, cambi di reddito, nuove esigenze familiari o sanitarie. In questo scenario, risparmio, investimenti e consumi vanno pensati sul lungo periodo, per distribuire le risorse nel tempo, prevedere gli imprevisti e proteggere il tenore di vita. Per se stessi, ma anche per chi ci sta vicino e con cui abbiamo costruito dei progetti di vita in comune.
Una vita più lunga richiede dunque una pianificazione finanziaria più attenta, capace di integrare strumenti diversi per cercare di garantire stabilità e qualità della vita nel tempo. In quest’ottica il concetto di protezione assume un ruolo ben preciso, non fine a se stesso ma all’interno, anzi alla base, di un percorso finalizzato al benessere futuro.
Alla base della piramide
“Nel percorso di pianificazione finanziaria, la protezione rappresenta il punto di partenza ed è strettamente legata al reddito della persona, da cui dipende l’equilibrio economico proprio e della famiglia” spiegano Christian Muzzillo e Salvatore Giugliano, rispettivamente Responsabile e Coordinatore del Servizio Protezione e Benessere di Leonardo Assicurazioni.
“In questo contesto, si individuano due ambiti fondamentali: il rischio di premorienza, per garantire la continuità degli obiettivi anche in assenza di chi genera reddito, e il rischio di perdita dell’autosufficienza, per evitare che una situazione di fragilità si traduca in un peso economico e gestionale per i propri cari. Intervenire per tempo fa la differenza: agire quando le condizioni di salute e l’età lo permettono consente di accedere a soluzioni più complete, evitando limitazioni, esclusioni o costi elevati che possono emergere quando si rimanda troppo a lungo. Una protezione costruita tempestivamente diventa così la base solida su cui sviluppare l’intero percorso di pianificazione finanziaria”.
Oltre l’imprevisto
Visto all’interno di un percorso di pianificazione finanziaria, il concetto di protezione si amplia dunque e si evolve, dalla tutela della persona a quella dei capitali.
“Come pianificatori del servizio Protezione e Benessere aiutiamo le persone a prendere consapevolezza che il concetto di protezione non deve essere limitato al puro imprevisto, ma deve necessariamente evolversi con l’avanzare dell’età. Se dunque quando si è giovani ci si protegge dagli imprevisti, con il tempo entrano in gioco nuove priorità: la difesa del patrimonio e la sua capacità di mantenere valore nel tempo. Inflazione, aumento del costo della vita e cambiamenti economici possono erodere i risparmi, compromettendo la qualità della vita futura. E, ancora, in una fase ancora più avanzata, sarà necessario proteggere la trasmissione del patrimonio in un’ottica successoria”.
Il “secondo tempo” della vita
Oggi, tuttavia, parlare di questi concetti non è sempre semplice e immediato, perché c’è ancora poca consapevolezza su temi come quelli della longevità e del secondo tempo di vita.
“Oggi per chi va in pensione si apre una nuova fase di vita, ancora attiva, con progetti, nuovi obiettivi, ma anche reddito minore e aumento dei consumi e dei costi. Uno scenario che fino a qualche anno fa non veniva preso in considerazione. Non solo. La società di oggi è diversa da quella di un tempo: non esiste una rete familiare solida e compatta, che supporta i suoi membri in qualsiasi imprevisto; tutto è molto più dinamico, frastagliato, i nuclei familiari sono cambiati. Per questo, compito del pianificatore finanziario è rendere consapevoli le persone che esiste questa nuova fase di vita e che deve essere anch’essa pianificata per poterla vivere con serenità e qualità, attrezzandosi per prevenire gli imprevisti e per affrontare al meglio qualsiasi situazione. Come sottolineava il prof. Nicola Palmarini, grande esperto di longevità, in una nostra convention, si invecchia quando non si hanno più obiettivi. Ma senza risorse adeguate, anche gli obiettivi rischiano di restare tali”.
Il ruolo sociale del pianificatore finanziario
“Nella società odierna il pianificatore finanziario di Leonardo Assicurazioni ha davvero una funzione sociale, un valore: deve, infatti, accompagnare le persone in un percorso lungo, in continua evoluzione sotto diversi aspetti – la salute, la famiglia, il lavoro, ma anche gli scenari socio-economici – per raggiungere e mantenere il benessere. Deve avere dunque non solo competenze tecniche specifiche e costantemente aggiornate, ma anche soft skills quali l’empatia, l’ascolto, la vicinanza, la curiosità, il saper costruire e coltivare poi nel tempo una relazione di fiducia. È questo nostro modo di fare consulenza, basato sulla relazione, che ci differenzia in un mercato ricco di soluzioni accessibili con un clic. Perché senza una guida consapevole, anche gli strumenti migliori rischiano di rimanere semplici numeri”.