Celestial Guardians: l’arte che invita a rallentare

La nuova mostra di Micaela Piñero in Spazio Leonardo esplora il bisogno contemporaneo di benessere, riconnessione con la natura, protezione.
Immagine di Francesca Pavesi

Francesca Pavesi

Ufficio Stampa Leonardo Assicurazioni

Esseri alati sospesi tra dimensione umana e simbolica che scendono dal cielo per aiutare un’umanità stanca, stressata e sopraffatta da disuguaglianze, ingiustizie sociali e guerre, portando luce, sollievo, pace.

È questo il messaggio forte a cui si ispira la mostra realizzata per Spazio Leonardo da Micaela Piñero, artista argentina basata a Barcellona e rappresentata in Italia da UNA Galleria: una serie di grandi dipinti su tessuto che si susseguono a coprire l’intera lunghezza della gallery, dando vita a una narrazione murale sulla nostra contemporaneità sempre più sconnessa dai cicli vitali della natura.

Fragilità contemporanee e bisogno di equilibrio

“Le storie rappresentate partono da scene di vita quotidiana nella società contemporanea: una coppia seduta a un tavolo, una persona che scrive, un’altra nel proprio letto con i suoi gatti a fargli compagnia. Scene normali, ma attraversate da una tensione: queste persone stanno chiedendo aiuto, sono in una sorta di notte senza luce. Invocano il sole, la luce interiore, un sollievo. Ed ecco una mano che scende dal cielo con una chiave: è la mano di uno dei guardiani celestiali, che viene ad aiutarle” spiega l’artista.

“L’arte ha questo di straordinario: permette di comunicare emozioni, idee, di costruire un pensiero collettivo. Se le persone entrano in contatto con queste opere, possono iniziare a vedere le cose in modo diverso. Spero che il mio lavoro possa trasmettere a chi lo guarda pace e consapevolezza, unendo il mondo reale e quello spirituale, perché è proprio questo l’obiettivo: cercare strumenti che ci aiutino a superare la sofferenza. Prima li applico su me stessa, poi li condivido”.

Una missione che si sposa perfettamente con quella di Leonardo Assicurazioni, che ha sempre come interesse primario il benessere psicofisico delle persone nello spazio domestico e in quello di lavoro, trasmettendo valori positivi e creando un ambiente piacevole da vivere.

Tra materiali alchemici e simboli ancestrali

Sono in tutto cinque i guardiani celestiali rappresentati in altrettante tele, ognuno con un potere specifico, una funzione, un’energia, un gesto di cura. C’è chi purifica, chi protegge, chi libera, chi guida.

Vere e proprie presenze che scendono dal cielo con l’intento di aiutare gli esseri umani a sentirsi più connessi e più liberi sulla terra, accompagnandoli e sostenendoli nel loro percorso quotidiano.

“Anche quando tutto sembra essere a posto, dentro ciascuno di noi può esserci un vuoto che necessita un aiuto, una via di uscita, di cambiamento”. E qui Micaela introduce il concetto di portale, espresso attraverso l’utilizzo dei metalli: materiali profondamente alchemici, capaci di trasformarsi, superfici che non sono solo oggetti decorativi, ma vere e proprie soglie simboliche, finestre verso altri mondi.

“Immagino che si possa aprire una finestra e “teletrasportarsi” in un mondo nuovo, migliore” spiega ancora l’artista, che è anche orafa e poetessa. “Attraverso metafore e immagini poetiche possiamo costruire nuovi mondi, immaginare possibilità diverse, creare nuove forme di relazione e di sostegno in un mondo in conflitto”. L’uso di materiali diversi è proprio uno degli elementi distintivi dell’artista. A partire dal tessuto su cui sono state realizzate le opere: “Lavoro spesso sulle lenzuola perché mi danno l’idea di protezione e rigenerazione. Quando dormiamo ci copriamo con un lenzuolo per consegnare la nostra energia al riposo. Per me sono come talismani contemporanei: nasciamo avvolti in un lenzuolo ed è uno dei nostri primi contatti con il mondo”.

Non mancano anche i richiami a simboli ed archetipi primordiali: il giorno e la notte, il sole, forza generatrice di vita, e la luna, che incarna, invece, la dimensione materna della protezione e della profondità emotiva, un angelo in preghiera e una ragnatela. “Mi piace pensare al ragno come a un’energia protettiva, quasi materna: protegge i suoi figli ed è anche un artigiano, tesse” sottolinea ancora Micaela, facendo emergere un altro dei suoi temi di maggiore interesse: l’attenzione alla sfera femminile.

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