Autonomia finanziaria: una cultura da costruire insieme
Francesca Pavesi
Ufficio Stampa Leonardo Assicurazioni
Parlare di denaro non è mai solo una questione economica. Significa parlare di autonomia, sicurezza, libertà di scelta e possibilità di progettare il proprio futuro. Temi importanti ma su cui, ancora, c’è poca consapevolezza e poca conoscenza, soprattutto per alcune fasce più fragili della società: donne e giovani.
Nasce da questa constatazione e dalla necessità di promuovere un cambiamento positivo, l’idea di un percorso dedicato all’empowerment finanziario promosso da Leonardo Assicurazioni insieme ad Anita Falcetta, Presidente di Women of Change Italia e consulente e auditor per la certificazione di parità di genere, diversità e inclusione.
Un percorso costituito da cinque webinar gratuiti dedicati a temi centrali come la protezione della persona, la pianificazione previdenziale, la gestione del risparmio, il rapporto con il denaro e la necessità di acquisire strumenti utili per prendere decisioni più consapevoli, e un incontro conclusivo in presenza in Spazio Leonardo, che conferma ancora una volta la sua vocazione ad essere un luogo non solo di lavoro, ma uno spazio aperto al confronto, alla cultura e alla crescita collettiva.
Cultura finanziaria: un gap da sanare
“Il filo conduttore del percorso è stato proprio l’accompagnamento delle persone verso obiettivi concreti. Un’esigenza ancora più attuale in un contesto macroeconomico e geo-politico complesso come quello attuale, in cui pianificare non significa solo “mettere da parte”, ma costruire maggiore sicurezza per sé e per chi si ha accanto” ha ricordato Elisa Vogliano, pianificatrice finanziaria del Servizio Finanza e Benessere di Leonardo Assicurazioni e promotrice dell’iniziativa.
Il progetto era rivolto in particolare alle donne, ma non solo. La cultura finanziaria riguarda, infatti, anche giovani, famiglie, nuove generazioni e tutti coloro che si trovano a dover gestire scelte economiche importanti, spesso senza modelli di riferimento o, peggio, con modelli sbagliati, frutto di bias radicati nella società: credere che parlare di soldi sia un tabù, ad esempio; o pensare che debba essere l’uomo l’unica fonte di reddito della famiglia, mentre alla donna spettano i compiti domestici; ritenere che il mondo della finanza sia appannaggio del sesso maschile; o, ancora, che alla donna basti “sposarsi” bene per non doversi preoccupare del proprio mantenimento.
Un modello culturale questo, in particolare, veicolato anche attraverso i social media da giovani influencer che ripropongono visioni semplificate o stereotipate del ruolo femminile, in netto contrasto con il percorso di emancipazione costruito negli anni.
Purtroppo ad oggi i numeri raccontano ancora di un divario non soltanto economico, ma culturale in tema di educazione finanziaria.
Secondo un’indagine realizzata un paio di anni fa da Global Thinking Foundation, il 68,8% delle donne in Italia si dichiara economicamente autonoma, ma c’è un 31,2% che dipende dal partner o da un familiare; e, ancora, solo il 58% delle donne ha un conto corrente personale, il 42% non ha un conto personale intestato a sé e il 5% non ha proprio un conto corrente, neppure cointestato.
Una mancanza di indipendenza economica che sfocia poi spesso in una violenza di genere: senza l’autonomia finanziaria, infatti, diventa più difficile prendere decisioni, uscire da relazioni tossiche o problematiche o immaginare un futuro diverso.
“Ecco perché è importante continuare a fare informazione, creare alleanze e diventare “moltiplicatori” di consapevolezza. Perché il cambiamento passa anche dal passaparola: tra madri e figlie, tra amiche, tra colleghi, tra generazioni diverse” ha sottolineato Falcetta.
Anita Falcetta
Presidente di Women of Change Italia e consulente e auditor per la certificazione di parità di genere, diversità e inclusione
Stefania Mancini
Esperta in sanità digitale
Attivista per la parità di genere
Istruzione e curiosità, chiavi di volta
All’incontro conclusivo ha partecipato anche Stefania Mancini, membro del Direttivo di Inclusione Donna, rete che riunisce associazioni e community impegnate sui temi dell’occupazione e della rappresentanza femminile.
La sua esperienza di imprenditrice nel settore della sanità digitale, un ambito tecnologico ancora oggi fortemente maschile, ha consentito di porre l’accento su un altro tema chiave: quello delle competenze.
“Lo studio e la formazione sono strumenti fondamentali per superare diffidenze e stereotipi, per questo è urgente avvicinare più ragazze alle materie STEM, decisive per l’accesso alle professioni del futuro e a lavori più qualificati e meglio retribuiti” ha spiegato Mancini. In questo contesto, è emerso anche un altro argomento particolarmente attuale: l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni più spesso ricoperte dalle donne. Se molte attività amministrative, comunicative o standardizzabili rischiano di essere trasformate o sostituite a causa dell’avvento dell’IA, diventa ancora più importante investire in formazione, aggiornamento e nuove competenze.
Senza trascurare un’altra voce determinante in un’ottica di cambiamento di mentalità: la curiosità, che si innesca nel momento in cui sorge un’esigenza, un obiettivo da raggiungere. Purtroppo molti giovani non hanno consapevolezza di quali siano i loro obiettivi a lungo termine e dunque fanno fatica a pianificare una strategia economica per raggiungerli.
Elisa Vogliano
Pianificatrice Finanziaria del servizio Finanza e Benessere di Leonardo Assicurazioni
Dal risparmio alla pianificazione
Tenere i soldi fermi sul conto corrente può dare una sensazione di sicurezza, ma non basta per costruire autonomia nel lungo periodo.
Il denaro, infatti, è una risorsa: va compreso, gestito, orientato verso obiettivi certi, concreti. La pianificazione finanziaria non riguarda solo chi dispone di grandi patrimoni. Al contrario, è uno strumento utile proprio per chi vuole dare ordine alle proprie priorità: proteggersi, pensare alla pensione, tutelare i figli, affrontare imprevisti, costruire un progetto personale o professionale.
In questo senso, l’empowerment finanziario non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana: informarsi, fare domande, superare la paura di non capire, scegliere interlocutori capaci di accompagnare senza sostituirsi alle decisioni della persona.
Il percorso sull’empowerment finanziario femminile si è chiuso quindi non come un punto di arrivo, ma come un inizio. Perché fare cultura finanziaria significa aprire possibilità, costruire fiducia e creare strumenti di libertà. E perché, come emerso durante l’incontro, ogni conversazione può diventare il primo passo di un cambiamento più ampio.