ETF o fondi comuni? Le differenze spiegate da un esperto
Intervista a Matteo Russo, responsabile del servizio Finanza e Benessere di Leonardo Assicurazioni
Elena Casagrande Santin
Redazione Prospettive
Quando si parla di investimenti, vengono citati molto spesso (e non sempre a proposito) due strumenti: i fondi comuni e gli ETF.
Facciamo chiarezza: entrambi permettono di investire sui mercati finanziari e di diversificare il proprio patrimonio, ma funzionano in modo diverso e rispondono a esigenze differenti.
Per capire meglio quali sono le loro caratteristiche, abbiamo intervistato Matteo Russo, responsabile del servizio Finanza e Benessere di Leonardo Assicurazioni.
Cos’è un fondo comune di investimento
“Un fondo comune è uno strumento attraverso cui una società di gestione raccoglie il capitale di più investitori e lo investe sui mercati finanziari secondo una strategia ben definita”, spiega Russo.
La caratteristica principale dei fondi comuni è la presenza di un gestore professionista, che mette a disposizione competenze ed esperienza per selezionare gli investimenti e modificare il portafoglio in base all’andamento dei mercati e agli obiettivi del fondo.
Per valutare il suo operato viene utilizzato un benchmark, cioè un indice di riferimento che rappresenta il mercato o il settore in cui il fondo investe. L’obiettivo del gestore è cercare di ottenere risultati migliori rispetto a questo parametro, creando valore attraverso una gestione attiva del portafoglio.
Cos’è un ETF e in cosa si differenzia
Gli ETF (Exchange Traded Fund) seguono una logica diversa.
“Sono strumenti collegati a un indice: non c’è una gestione attiva da parte di un professionista“, chiarisce Russo.
L’ETF replica il più fedelmente possibile l’andamento dell’indice a cui è collegato. Se l’indice cresce, cresce anche l’ETF; se l’indice perde valore, anche l’ETF ne segue l’andamento.
L’obiettivo, quindi, non è battere il mercato, ma replicarlo.
Proprio perché non richiedono un team di gestione che selezioni continuamente i titoli, gli ETF hanno generalmente costi inferiori rispetto ai fondi comuni.
I vantaggi degli ETF
Secondo Russo, gli ETF rappresentano una soluzione interessante soprattutto per chi cerca uno strumento semplice, trasparente e con costi contenuti.
Tra i principali vantaggi troviamo:
- Costi ridotti, grazie all’assenza della gestione attiva.
- Diversificazione immediata, perché con un solo strumento è possibile investire in decine o centinaia di titoli.
- Accesso a numerosi mercati, settori e aree geografiche, anche molto specifici, senza dover acquistare singolarmente ogni titolo.
I limiti da conoscere
La stessa caratteristica che rende gli ETF efficienti sotto il profilo dei costi rappresenta anche il loro principale limite.
“Se replico passivamente un indice, non ho nessuno che possa intervenire per cercare di limitare i rischi. Se su quel mercato accade qualcosa, l’ETF continua semplicemente a seguirne l’andamento”, spiega Russo.
Inoltre, gli ETF replicano la composizione dell’indice di riferimento, che spesso include le società con la maggiore capitalizzazione di mercato e non necessariamente quelle considerate più solide o promettenti dal punto di vista qualitativo.
Per questo motivo la scelta dell’indice è un aspetto fondamentale quando si decide di investire in un ETF.
Il rischio dipende dall’investimento scelto
Parlare del rischio degli ETF in termini generali può essere fuorviante. Il livello di rischio cambia infatti in base all’indice replicato.
“Se scelgo un ETF che segue il mercato del petrolio, ad esempio, mi espongo a un settore estremamente volatile. In quel caso il rischio può essere molto elevato, paragonabile a quello di investire direttamente in singole azioni.”
Per Russo, quindi, la vera difficoltà non è stabilire se gli ETF siano più o meno rischiosi dei fondi comuni, ma scegliere lo strumento più adatto ai propri obiettivi e alla propria propensione al rischio.
ETF o fondi comuni: quale scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti.
I fondi comuni permettono di affidarsi all’esperienza di un gestore che monitora costantemente il mercato e può intervenire per cogliere opportunità o ridurre l’esposizione ai rischi.
Gli ETF, invece, puntano su semplicità, trasparenza e costi contenuti, ma richiedono comunque una scelta consapevole dell’indice sottostante.
“La soluzione migliore dipende sempre dall’investitore, dai suoi obiettivi e dall’orizzonte temporale”, conclude Russo. Per questo motivo il confronto con un professionista può essere determinante per costruire una strategia di investimento coerente con le proprie esigenze.