Arte & Impresa, uno scambio che genera valore

La collaborazione tra mondo della cultura e aziende private rappresenta da sempre un volano importante di crescita, apertura mentale e innovazione, sia per gli imprenditori che per gli artisti.

Immagine di Francesca Pavesi

Francesca Pavesi

Ufficio Stampa Leonardo Assicurazioni

Un tempo erano i mecenati e i filantropi; in epoche più recenti, soprattutto a partire dal boom economico, sono state spesso le grandi aziende a sostenere il mondo dell’arte.

In ogni periodo storico, imprenditoria privata e istituzioni culturali hanno intrecciato relazioni profonde, dando vita a collaborazioni durature e a progetti capaci di generare benefici concreti, sia sul piano creativo sia su quello produttivo.

Ne abbiamo parlato, in occasione del finissage della mostra Partiture Sottrattive di Michele Lombardelli in Spazio Leonardo, con Rossella Farinotti, critica d’arte contemporanea, curatrice e giornalista, direttrice artistica del progetto d’arte pubblica Cremona – Contemporanea, direttrice esecutiva presso l’Archivio Gio’ Pomodoro, curatrice della collezione The Magic Kingdom per il brand Sergio Rossi e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e NABA.

Che valore ha, oggi, per un’azienda collaborare con il mondo della cultura?

In Italia sono molte le imprese, di settori diversi, in particolare la moda, che nel tempo hanno sostenuto la produzione di artisti, designer, intellettuali.

Spesso lo hanno fatto mosse da uno spirito filantropico ed etico: creare ambienti di lavoro belli da vedere e da vivere, capaci di far stare bene le persone.

Basti pensare a Adriano Olivetti, imprenditore illuminato e pioniere nel campo del welfare aziendale: i suoi progetti di ricerca etica e di attenzione ai lavoratori – tra cui la realizzazione di una vera e propria città industriale – dimostrano come sia possibile coniugare profitto, qualità della vita, solidarietà sociale e sviluppo culturale.

Il beneficio di queste collaborazioni non sempre è immediato o facilmente quantificabile. Tuttavia, numerosi studi economici dimostrano che nel lungo periodo le aziende ne traggono vantaggi importanti in termini di immagine, reputazione e percezione da parte dei clienti.

L’azienda che dialoga con il mondo dell’arte appare più aperta, innovativa, capace di guardare oltre il proprio core business. L’artista porta, infatti, punti di vista diversi, nuove prospettive, nuovi modi di osservare il mondo, che impattano poi sul modo di operare della stessa e sulla sua cultura aziendale.

In molte realtà gli artisti sono chiamati addirittura a collaborare concretamente per sviluppare prodotti e progetti interni. A tutto questo si aggiunge un aspetto più immediato e tangibile: il valore del bello. Un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale.

Lavorare in un ambiente esteticamente curato e piacevole ha un impatto diretto sul benessere delle persone e, di conseguenza, sulla loro produttività. L’azienda e l’artista riescono, in sintesi, a scambiarsi valori e formalizzazioni spesso anche pratiche, di lavoro vero e proprio. Il bello è un primo passaggio, poi si può creare un percorso più tangibile di cambiamento.

Per un artista, invece, cosa significa entrare in azienda?

Anche per gli artisti poter collaborare con realtà nuove ed estranee al loro mondo, uscire dalla cerchia dei musei, delle gallerie d’arte o degli studi e misurarsi con contesti diversi arricchisce profondamente la pratica artistica.

L’artista lavora per produrre opere d’arte, ma anche per trasmettere, attraverso il proprio lavoro, un messaggio, dei valori, un pensiero forte. Avere la possibilità di farlo in ambiti diversi dal proprio è un’opportunità molto preziosa.

Non solo. Lavorare in un ambiente dinamico e vitale come quello aziendale e dialogare con manager illuminati, quali spesso sono i promotori di questi progetti, può contribuire ad arricchire ulteriormente la qualità della produzione artistica, in uno scambio reciproco molto interessante.

Come si colloca, in questo contesto, il progetto Spazio Leonardo, nato 8 anni fa?

Credo che il progetto dedicato all’arte di Leonardo Assicurazioni, che ogni anno ospita nella propria Gallery tre mostre di arte contemporanea aperte e fruibili al pubblico gratuitamente, abbia molteplici e preziosi risvolti.

In questi anni di collaborazione con UNA Galleria, che ne segue fin dall’inizio la Direzione Artistica, c’è stato innanzitutto un grandissimo lavoro di talent scouting e ricerca molto sofisticata, che ha messo in contatto tanti giovani artisti emergenti specializzati in tutti i medium – pittura, scultura, fotografia, tessuti… – e che oggi sono diventati nomi significativi dell’arte contemporanea italiana internazionale, con un pubblico nuovo, diverso, spesso estraneo al mondo dell’arte.

Leonardo ha saputo costruire un racconto strutturato intorno all’arte contemporanea, facendo educazione culturale nel senso più alto del termine e favorendo una fruizione qualitativa di opere e artisti contemporanei.

Se dovesse darci un consiglio su come proseguire nel futuro prossimo?

La strada intrapresa a mio avviso è quella giusta e bisogna perseguirla, continuando a fare educazione culturale, sia all’interno che all’esterno. Internamente, valorizzando il “bello” di questo Spazio, aumentando la consapevolezza dei collaboratori rispetto al valore di ciò che li circonda, che non dovrebbe mai essere dato per scontato.

All’esterno, aprendo sempre più le porte di Spazio Leonardo, con la sua Gallery e la sua collezione di opere d’arte privata, alla città e ai cittadini, che è poi la mission per cui è nato: una meravigliosa vetrina per l’arte contemporanea, un vero e proprio spazio museale vivo, dove far conoscere opere e artisti.

L’arte contemporanea ancor oggi fa sempre un po’ paura, perché si pensa sia molto difficile da comprendere: in realtà ci sono diversi livelli di lettura, non sempre è necessario coglierli tutti, ma un progetto come Spazio Leonardo può fare molto per favorire l’approccio: attraverso incontri con l’artista, presentazioni, eventi aperti al pubblico, una comunicazione di qualità, semplice ma mai superficiale o generalista, che rispetti il valore dell’opera e stimoli una curiosità autentica. Io sono sicura che a lungo termine ciò che si ricorderà di un’azienda come questa saranno proprio i valori etici, sociali, culturali che ha promosso nel tempo”.

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