Longevity e Intelligenza Artificiale: vivere più a lungo cambia il modo di progettare il benessere
L’allungamento della vita e l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale (AI) stanno modificando il nostro modo di guardare al futuro. Ma vivere più a lungo significa anche ripensare il modo in cui ci prepariamo al domani.
Carlotta Ponzetto
Pianificatore Finanziario Senior Top del Servizio Protezione e Benessere
Vivere più a lungo è una delle grandi conquiste del nostro tempo. I numeri mostrano quanto questo tema faccia già parte del nostro presente: secondo Istat, nel 2025 la speranza di vita alla nascita in Italia ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne.
Ma aggiungere anni alla vita porta con sé anche una domanda: come vogliamo vivere tutto questo tempo in più?
Pensare alla longevità non significa soltanto immaginare una vita più lunga. Significa chiedersi come cambieranno le nostre esigenze: per quanti anni dovranno sostenerci le risorse costruite? Quanto conteranno salute e autonomia? Quali bisogni potrebbero nascere per noi e per la nostra famiglia?
Non conta soltanto quanto vivremo, ma come vivremo
Quando parliamo di longevità, il primo concetto da considerare è quello di lifespan, cioè la durata complessiva della vita.
Ma c’è un dato che ci porta subito a fare un passo in più: secondo il Rapporto SDGs 2026 di Istat, nel 2025 la speranza di vita in buona salute alla nascita è stimata in 59,1 anni, 60,2 per gli uomini e 58,0 per le donne.
È qui che entra in gioco l’healthspan, cioè gli anni vissuti in condizioni di salute, benessere e autonomia. Arrivare alla stessa età, infatti, non significa necessariamente vivere lo stesso percorso: c’è chi riesce a mantenersi autonomo e attivo molto a lungo e chi può trovarsi ad affrontare anni di fragilità o non autosufficienza.
Se spostiamo lo sguardo sulla pianificazione finanziaria, a queste due dimensioni possiamo affiancare anche quella della wealthspan: la capacità delle nostre risorse economiche di accompagnarci nel tempo.
Il punto non è soltanto vivere più a lungo, ma vivere bene quel tempo in più, conservando autonomia, libertà di scelta e risorse. Più anni possono significare nuove esigenze sanitarie o assistenziali, ma anche nuove opportunità e progetti. La longevity non è soltanto un rischio da gestire: può essere anche un’opportunità da progettare.
Che ruolo può avere l’AI?
In questo scenario l’AI può aiutarci a leggere una realtà sempre più complessa, mettendo insieme grandi quantità di informazioni e aiutandoci a interpretare scenari complessi. C’è però un limite importante da non perdere di vista: un algoritmo può elaborare uno scenario. Non può stabilire quale futuro abbia valore per noi.
Può aiutarci a comprendere le conseguenze di una scelta, ma non può sapere quanto conti mantenere il proprio tenore di vita, aiutare i figli, coltivare le proprie passioni o preservare l’autonomia.
In Leonardo Assicurazioni la tecnologia viene letta proprio in questo modo: non come qualcosa che sostituisce la componente umana, ma come uno strumento che può ampliare conoscenze e capacità di analisi. È da questa visione che nasce anche LeoScienza, dove AI e patrimonio di conoscenze aziendali si incontrano secondo una logica human in the loop: la tecnologia supporta le persone nell’analisi e nell’interpretazione di una realtà sempre più complessa, senza sostituire
l’esperienza, il confronto e la relazione. Perché più informazioni abbiamo a disposizione, più diventa importante riuscire a dare loro un significato.
Dalla previsione alla consapevolezza
Avere più informazioni sul futuro non significa automaticamente essere più preparati ad
affrontarlo. Tra conoscere un rischio e decidere cosa fare c’è un passaggio fondamentale: diventare consapevoli di ciò che vogliamo proteggere e di ciò che potrebbe mettere in difficoltà i nostri progetti.
Ed è proprio qui che longevity e pianificazione si incontrano. Se la vita si allunga, aumentano anche le variabili da considerare nel tempo.
La pianificazione finanziaria va quindi oltre la domanda su dove destinare i propri risparmi: parte dalla persona e mette in relazione protezione, capacità di produrre reddito, salute, previdenza, patrimonio e investimento, invece di considerarli come temi separati.
La longevity sta modificando anche la struttura della nostra società. Secondo le più recenti previsioni Istat, le persone di almeno 65 anni che vivono sole potrebbero passare dai 4,6 milioni del 2025 a 6,6 milioni nel 2050. Un’evoluzione che porta a interrogarsi su autonomia, assistenza, reti familiari e risorse necessarie per affrontare una fase della vita sempre più lunga.
È in questa visione che si inserisce il Servizio Protezione e Benessere di Leonardo Assicurazioni: non una risposta a un singolo problema, ma un percorso che può evolvere insieme alla persona, ai
suoi bisogni e ai cambiamenti della vita.
Il tempo come nuova dimensione della pianificazione
Accanto a lifespan, healthspan e wealthspan, possiamo ragionare anche su un’altra dimensione: quella del nostro orizzonte di pianificazione. Potremmo parlare, in senso più ampio, di una sorta di planning span: la capacità di estendere il nostro orizzonte di pianificazione quando prendiamo oggi decisioni che riguardano il domani.
Pianificare non significa sapere esattamente che cosa accadrà. Significa essere pronti anche quando la vita prende una direzione diversa da quella immaginata, proteggendo ciò che abbiamo costruito e ciò che per noi conta davvero.
Ed è forse questo il significato più contemporaneo della longevity: non aggiungere semplicemente anni alla vita, ma dare valore agli anni che abbiamo davanti. Perché se il futuro diventa più lungo, progettare il benessere significa imparare a guardare più lontano